27/05/2021

Superbonus o Superflop?

Dai dati pubblicati dall’Enea risulta che, rispetto ai 18,7 miliardi previsti dal fondo finanziario per Il Superbonus 110%, sono stati utilizzati soltanto 670 milioni. Proviamo a capire perché, mentre nel nuovo Decreto Semplificazioni, atteso in questi giorni, sembrerebbe apportare dei miglioramenti.

A distanza di oltre cinquant’anni da quando Ennio Flaiano scriveva che “In Italia la linea più breve tra due punti è l’arabesco”, si conferma il gusto tutto nostrano per la complicazione normativa.

A farne le spese, ovviamente, è sempre l’utente finale, alias il cittadino.

Non pochi erano infatti gli entusiasmi sorti all’entrata in vigore, a luglio 2020, del Superbonus 110%. Illusioni e speranze presto svanite, tanto che i dati parlano, a oggi, di poco più di 6.500 interventi per un valore complessivo di 670 milioni di euro, rispetto, lo ripetiamo, a un fondo finanziario di 18,7 miliardi di euro.

Tra le cause di questo mancato miglioramento del patrimonio edilizio, figurano al primo posto le solite lungaggini amministrative, visto che, ad esempio, per una certificazione utile i tempi di attesa arrivano a oltre 4 mesi.

A ciò si aggiunga l’estrema complessità del decreto, con troppi attori coinvolti – progettisti, privati, imprese, banche, enti – e rimandi a svariate normative, spesso l’una in conflitto con l’altra: antisismica, energetica, impiantistica, urbanistica, vincoli, ecc

Anche le banche, fiutati i problemi, hanno spesso posto limitazioni ulteriori rispetto a quelle previste, contribuendo a rallentare atti e procedure.

L’insieme di tutte queste difficoltà ha fatto sì che molti cittadini non abbiano neanche inoltrato la richiesta, mentre molti altri hanno gettato la spugna di fronte a trafile infinite, impossibilità di accedere agli atti e costi non chiari (in molti casi è emerso che la parcella dei consulenti necessari per procedere in sicurezza rendeva il Superbonus non proprio così conveniente).

Tra le domande arrivate al Ministero, si evince poi una netta predominanza per l’efficienza energetica (infissi e caldaie), con un magro 1% per quanto riguarda le misure antisismiche.

Come dicevamo, importanti novità sono attese dal nuovo Decreto Semplificazioni, in particolare dall’art. 17 “Misure di semplificazione in materia di incentivi per l’efficienza energetica, sisma bonus, fotovoltaico e colonnine di ricarica di veicoli elettrici “.

Nello specifico, si tratterebbe di agevolazioni riguardanti villette unifamiliari, impianti di riscaldamento e asseverazioni tecniche.

Guardiamo quindi fiduciosi all’approvazione del Decreto, prevista entro fine maggio o primi di giugno, che ci permetterà di essere più precisi riguardo a migliorie e modifiche del Superbonus 110%, decollato per ora con risultati inferiori alle attese.

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