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13/11/2020

Fotovoltaico: una storia antica con tanto futuro davanti

Come tutti i settori solidi e duraturi, anche quello del fotovoltaico ha dietro le spalle una lunga storia di scoperte, invenzioni e progressi costanti.

Il termine “fotovoltaico” nasce infatti nel 1839, quando il fisico francese Alexandre Edmond Becquerel, scoprì che alcuni elementi metallici esposti al sole generavano un piccolo flusso di corrente, che lui chiamò “effetto fotovoltaico”. È questa la pietra miliare che avrebbe poi tracciato il progresso tecnologico negli anni a venire.

A metà del 1.800 alcuni ricercatori Inglesi scoprirono l’effetto della luce solare sul selenio, che se illuminato emette una leggera scarica di energia. Fu così che nel 1883 l’americano Charles Fritts realizzò il primo pannello fotovoltaico, costituito da uno strato di selenio, che è un semiconduttore. Esso, ricoperto da un sottilissimo strato d’oro, aumentava la sua efficienza elettrica di conversione, produceva una corrente “che è continua, costante e di notevole forza”.

Questa cella aveva un tasso di conversione dell’energia dell’1-2%, bassissimo se si pensa che oggi la maggior parte delle moderne celle solari funziona con un’efficienza del 15-20%. 

Nel 1884, quindi, Charles Fritts installò il primo prototipo di impianto fotovoltaico

Il particolare di buono auspicio, per noi di Sun Ballast®, è che a quanto pare il primo impianto fotovoltaico fu installato proprio su una copertura piana, a New York.

Nel 1921, nientemeno che Albert Einstein, premio Nobel per la fisica, svolse ricerche sull’Effetto Fotoelettrico, che è il fenomeno della generazione di elettricità attraverso celle fotovoltaiche.

Nel 1955 poi viene brevettata la prima cella solare in silicio, frutto del lavoro degli scienziati Pearson, Chapin e Fuller. I risultati furono sorprendenti, ma i costi ancora troppo alti per permetterne un utilizzo su ampia scala.

Nel 1958 viene lanciato nello spazio Vanguard I, il primo veicolo orbitante alimentato da moduli fotovoltaici, ma è negli anni ‘60 e primi anni ‘70 che il fotovoltaico comincia a trovare spazio in mercati di nicchia.

Negli anni ‘70, con la crisi petrolifera che ha come risultato l’intensificarsi della ricerca di nuove fonti di energia alternativa, Il Mondo del fotovoltaico comincia a diventare reale e appetibile.

Il 1970, in Italia, è un anno storico: tra gli Appennini del Cesenate, al passo della Mandriola, viene installato il primo impianto fotovoltaico in Italia: la potenza è di 1 kw.

È negli anni ‘90 e 2000 che il mercato del fotovoltaico ha una crescita sorprendente, fino al 400%. L’industrializzazione e la ricerca consentono un notevole abbattimento dei costi di produzione e un miglioramento sia dell’efficienza che dell’affidabilità dei moduli fotovoltaici.

Grazie a diversi sistemi incentivanti e probabilmente anche per una spiccata sensibilità su temi ambientali, l’Italia è fra i principali attori della scena mondiale per quello che riguarda l’installazione di impianti fotovoltaici.

Nell’ultimo decennio, dal 2008 a oggi, abbiamo assistito a una continua espansione del fotovoltaico, che è diventato familiare anche all’uomo comune e non solo agli addetti ai lavori. È ormai normale farsi una passeggiata in città e vedere moduli fotovoltaici installati su case, capannoni, pensiline e facciate.

La storia ci insegna quindi che quello del fotovoltaico è per natura un settore tecnologico che vive e si nutre di innovazione e cambiamenti.

È una continua corsa alla cella con la migliore performance, con moduli più robusti, saldature migliori, inverter più efficienti, strutture più sicure e semplici da montare. E poi ancora sistemi di accumulo, distribuzione dell’energia tramite comunità energetiche: sempre avanti, con tutto quanto l’ingegno umano sarà in grado di realizzare.

Perché innovare significa rischiare, avere il coraggio di fare cose nuove quando tutto il mondo dice “Non si può fare”.

Innovare vuol dire trovare la forza di raccogliere i cocci di un fallimento e provarci ancora e ancora, finché i sogni non divengono realtà.

L’uomo del futuro dovrà essere riconoscente a tutti quei Governi, alle Aziende e alle Persone che negli anni hanno dedicato il tempo della loro vita alla speranza di regalare anche un solo giorno in più al nostro pianeta.

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